***Quest'immagine è stata trovata in rete, e non ritrae (purtroppo) la sottoscritta***

Qual'è la vera Blutriskell, Cris, Cristina o Marie Christine, che dir si voglia? Quella che mi sento davvero di essere: una ragazza tra i 25 e 30 anni che pensa che ha ancora tutta la vita davanti a se, che c'è tempo per pensare alle noie del futuro? Oppure la donna che effettivamente compirà 44 anni tra qualche giorno e che ogni mattina, appena si risveglia, deve far mente locale e dirsi "ah, già...sono 43, giusto... 43 anni, cosi tanti?" cercando di calarsi con fatica nella realtà?
Vorrei capire dove sta l'inghippo: gli specchi di casa mia mi rimandano un'immagine di me stessa che in fondo non mi dispiace troppo; Oddio, ho avuto giorni migliori, ho doppiato il Capo dei Vent'anni da tanto tempo e la pelle del mio viso comincia a urlarmi l'evidenza ma in fin dei conti, può ancora andare bene, c'è molto di peggio.
Quello che non capisco è che, vedermi negli specchi estranei, come quelli dei camerini quando provo un vestito in una boutique cosi come qualsiasi altro specchio che non sia lo specchio di casa mia, mi provoca sempre uno schock: Non mi riconosco mai alla prima occhiata. Mi sembra impossibile che quella donna in carne di mezza età, sia proprio io. Poi mi arrendo tristemente all'evidenza: "Non c'è dubbio, devo proprio essere io, ma come mi sono ridotta?"
Ma non c'è niente di peggio che vedermi in fotografia: devo immancabilmente chiedere conferma a chi mi sta accanto se sono proprio cosi, se mi vedono effettivamente cosi; la risposta è sempre la solita, raggelante e desolante: "Si, sei proprio tu!" Le fotografie sono imparziali e impietose; non puoi più, come lo faresti davanti allo specchio, cercare di cambiare posa, tirare dentro la pancia. Sono istantanee indelebili sulle quali non hai purtroppo nessun controllo.
Allora il mese scorso, ho deciso di provare a migliorare il mio aspetto. Prima di tutto, devo perdere qualche chiletto, perchè l'ascensore del Forum di Assago tappezzato di specchi mi ha fatto vedere la mia silhouette vista dal lato sud, quello che non vedo mai, e quello che ho visto non mi è piaciuto. Basta pane, riduciamo le dosi e eliminiamo le porcherie! Poi per la prima volta nella mia vita, mi sono regalato un mese di trattamenti dall'estetista. La doccia tropicale è una cosa meravigliosa: sdraiata su un lettino di legno sovrastato da una lampada che ti immerge in una luce verde o blu, a seconda dell'effetto cromoterapeutico desiderato, vieni incartocciata fino al collo come un'orata al guazzetto e avvolta in una nuvola di vapore caldo, profumato con olii essenziali. Poi comincia la doccia vera e propria, gocce grandi e morbide che cadono come una vera pioggia amazzonica. E' una cosa totalmente rilassante, una coccola globale.
Direi una bugia se non ammettessi che il mio primo pensiero, quando l'estetista mi ha fatta stendere su quel tavolo di legno, sotto a quella lampada, è stato "Ora muoio e da quella porta tra poco entrerà Gil Grissom per eseguire la mia autopsia!"
Prossima tappa: i capelli, ma prima devo trovare un parrucchiere che sappia il fatto suo e non un semplice
tosa pecore come quello di cui parla Laura del blog Nelsaccoconilgatto.
Le cure e la dieta cominciano a dare il loro frutti: i primi 3 chili se ne sono andati, i rotolini sui fianchi cominciano a diminuire e credo che con un po' di attenzione e costanza, si sta avvicinando il giorno in cui ricomincerò a meglio accettare l'immagine nello specchio.
Qui est réellement Blutriskell, Cris, Cristina ou Marie Christine, peu importe son nom?